Donne del Risorgimento

Le eroine invisibili dell’unità d’Italia

BRUNA BERTOLO, Ananke edizioni, 2011, pp. 430

Donne e cucina nel RisorgimentoUn volume di grande peso, 430 pagine, che mette in scena il periodo risorgimentale visto “dalla parte delle donne” e che colpisce fin dalla copertina con un’immagine originale, un’incisione acquerellata, tratta da Le moniteur des dames et des demoiselles del 1863. La scrittrice rivolese  porta in scena una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine qualche volta importanti, qualche volta più marginali, di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all’unità d’Italia. Il libro mette in risalto il ruolo, spesso nascosto, svolto dalle donne: una lotta attraverso gli scritti, i gesti di eroismo, i sacrifici personali, gravi perdite familiari. Una lotta alla quale parteciparono donne piemontesi, del Lombardo-Veneto, degli stati centrali, del regno delle Due Sicilie, del regno pontificio, unite dagli stessi slanci profondi, dalle stesse speranze per un’Italia unita, libera dallo straniero. A firmare la prefazione Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, che scrive: «Donne del Risorgimento – Le eroine invisibili dell’unità d’Italia è il frutto di tre anni di ricerche accurate e partecipi condotte da Bruna Bertolo. Il risultato non è un omaggio retorico né di circostanza alle numerose figure femminili che hanno costellato il percorso risorgimentale scritto e pubblicato in occasione del 150° anniversario dell’Unità nazionale: è qualcosa di più e traspare dalla lettura di ogni singola pagina.  È un’attestazione, talvolta affettuosa, della partecipazione e del ruolo che ebbero in ambiti svariati le donne italiane in quegli anni così densi di speranze che portarono ad un’Italia una.» Emergono figure straordinarie che adeguarono e trasformarono il loro tranquillo quotidiano in una lotta a 360 gradi, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze. Accanto a nomi già noti, come quelli di Anita Garibaldi e di Cristina Trivulzio di Belgioioso, l’autrice ci presenta il mondo femminile delle umili combattenti, le eroine delle Cinque Giornate di Milano. E le donne che curarono i feriti in un’organizzazione ospedaliera affidata quasi esclusivamente al volontariato femminile. Il volume, vincitore del premio nazionale “Ambiente” assegnato a Teano, offre uno spazio ampio al ruolo delle giornaliste straniere che raccontarono con i loro articoli le vicende delle lotte risorgimentali, come Margareth Fuller e Jessie White Mario. Penetra nei versi delle poetesse risorgimentali, come la grande improvvisatrice Giannina Milli o l’appassionata torinese Giulia Molino Colombini. Si inserisce nel mondo dei salotti che rappresentarono una essenziale forma di aggregazione sociale e culturale. L’autrice offre insomma una ribalta a protagoniste quasi invisibili, alle quali la Storia ha riservato poche delle sue pagine ufficiali: figure di donne sorprendenti in un secolo in cui la Storia sembra essere solo condotta da uomini. Un libro, pur nei suoi limiti, può a volte sollevare il velo di polvere che il tempo, le dimenticanze dell’uomo e della società, hanno deposto su figure della nostra grande Storia di  ieri. È questo il primo merito del saggio dell’autrice rivolese.

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