Donne e cucina nel Risorgimento

Aneddoti, ricette popolari, borghesi, reali dell’800

BRUNA BERTOLO, Susalibri editore, 2011, pp. 160

Donne e cucina nel RisorgimentoUn libro della giornalista e scrittrice rivolese Bruna Bertolo ancora dedicato al mondo delle donne. Questa volta l’autrice entra nelle cucine, ricche e povere, dell’800 per offrire spaccati della società del tempo, uniti tra di loro dal filo conduttore di ricette e di tavole, del Nord, del Centro, del Sud, di un’Italia che andava faticosamente costruendo la sua Unità. Una preziosa prefazione di Bruno Gambarotta mette in evidenza come il libro della Bertolo riesca a disegnare “[…] percorsi di conoscenza  che mai avremmo immaginato praticabili, tra la vita di corte e i bassi napoletani, o le abitudini di vita dei contadini. Lo fa usando come chiave, o meglio come grimaldello, il cibo; fin dall’inizio del libro, con la storia ben documentata della nascita della pizza Margherita, la prima regina d’Italia […]”. Nel corso dell’800, il rapporto donna-cucina appare tutt’altro che scontato. Nel volume, il ruolo nascosto delle donne che contribuirono alla costruzione dell’unità d’Italia si delinea anche attraverso una serie di ricette che raccontano il difficile quotidiano di quegli italiani e di quelle italiane che lottarono per far sì che l’Italia non fosse solo più un’espressione geografica. La cucina si veste di semplicità nelle grandi pentole delle vivandiere al seguito dei soldati e dei volontari che combatterono dal Nord al Sud, al seguito dei garibaldini, nella impresa dei Mille. La cucina si veste di piatti raffinati nei salotti borghesi che costruiscono il sapere delle donne, luogo di incontro degli intelletti aperti al nuovo, alle idee liberali, alla costruzione di un’Italia sognata per decenni, edificata attraverso le società segrete, i moti insurrezionali, le guerre di indipendenza. La cucina si veste di eleganza con le ricette dei grandi cuochi nelle corti dei re che condussero la Storia, da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II, da Maria Luigia di Parma ai Borbone nel Regno delle Due Sicilie. La cucina si veste anche con gli odori e le atmosfere inconfondibili dei quartieri napoletani, così ben descritti da Matilde Serao, alla quale fa riferimento il lavoro della Bertolo. Un’alta cucina, riservata all’alta società condotta da uomini e l’umile cucina delle cuoche del popolo, quella costruita con pochi ingredienti, con mezzi ridotti, piccoli forni, pentolame modesto, cuoche semplici capaci di inventare piatti dal nulla. In scena anche le umili vivandiere, capaci di sacrifici inenarrabili per seguire i soldati e assisterli nelle cruente battaglie che insanguinarono tante località di quell’Italia ancora da unire. Uno sguardo insolito sulle difficoltà che segnarono la nascita del Regno d’Italia, anche attraverso i diversi gusti e le abitudini regionali.

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Donne del Risorgimento – Le eroine invisibili dell’unità d’Italia