Fisher Space Pen

Anni di ricerca e di sviluppo e oltre 2 milioni di dollari di investimento hanno consentito a Paul Fisher di mettere a punto un refill unico al mondo, costituito da una cartuccia pressurizzata a 6,3 Kg/cm2, un inchiostro tixotropico semi solido in grado di sopportare tale pressione e, infine, una sfera di carburo di tungsteno concepita per 3 importanti funzioni: chiudere ermeticamente il refill, rotolare su qualsiasi superficie, scaldare e liquefare l’inchiostro semi solido per renderne disponibile solo la quantità necessaria a tracciare il tratto.

Refill Fisher

I vantaggi di questo innovativo sistema consentono ai refill Fisher di  durare fino a 3 volte in più rispetto a refill con pari quantità di inchiostro, di scrivere sott’acqua, di aderire a molteplici superfici (anche quelle bagnate o unte),  di essere insensibile alle variazioni di pressione, di non gelare. L’azoto pressurizzato, invece, permette un flusso costante dell’inchiostro, quale che sia la posizione della penna o l’ambiente circostante, garantendo una scrittura immediata appena la penna viene appoggiata al foglio, un flusso regolare a prescindere dalla velocità di scrittura, nessun ritardo e nessuna sbavatura, l’assenza totale di evaporazione o di essicazione, la capacità di scrittura in tutte le circostanze più estreme.

Quindi la Fisher Space Pen è l’unica penna che permette all’utente di scrivere al gelo (-34°C), nel calore torrido (+121°C), sulla maggior parte delle superfici unte, sotto l’acqua e con qualsiasi angolazione della punta – anche a testa in giù – e anche nello Spazio in assenza di gravità.